La signora Parenti arriva puntuale. Bellezza discreta, elegante senza ostentazioni, è una di quelle donne che il Commissario Poletti giudica meritevoli di una seconda occhiata. È emozionata e si vede, annota mentalmente il Commissario, ha il braccio rigido e disteso davanti a sé per offrirgli la mano e avanza come un soldato a passo di marcia.

– Il Commissario…

– Poletti, signora Parenti. La ringrazio molto per averci voluto ricevere, le presento il vicecommissario Cammarota e l’agente Ragusa. Se permette, vorrei ascoltarla personalmente, e dare un’occhiata in casa per verificare se per caso ci fosse qualche indizio della destinazione di suo marito

Mentre Poletti continua il suo discorso la signora apre la porta che introduce direttamente nel salone della villa. Un ambiente semplice ma chiaramente arredato da una mano femminile, e in perfetto ordine. Mobili e pavimento quasi splendono. L’impeccabile Cammarota alza un sopracciglio, mentre Poletti continua a comportarsi come un ospite di riguardo.

– Ecco, qui è il salone, ma lo usiamo praticamente solo quando abbiamo visite. La cucina è spaziosa, e abbiamo una grande TV anche in camera da letto.

– Quindi è probabile che suo marito, peraltro abbastanza stanco, sia andato direttamente in camera da letto… Lei lo ha sentito quella sera?

– No. Anzi, non sapevo che si fosse trattenuto fino a tardi in ufficio, mi aveva detto che pensava di partire per la Svizzera nel primo pomeriggio, se ben ricordo…

– Esatto signora, – interviene Cammarota, consultando il solito taccuino, – i colleghi di suo marito hanno dichiarato che la riunione del pomeriggio non era programmata, e…

Cammarota si interrompe, cogliendo uno sguardo al vetriolo del Commissario, che vuol tener lui il filo della conversazione, per evitare che sembri un interrogatorio, e taccuini e riscontri non aiutano certo.

– Grazie Cammarota, lei è sempre prezioso. Non sembra neanche un napoletano, sa, signora? Ordinato, puntuale, inappuntabile. Non so come farei, senza di lui – conclude sorridendo, sapendo che l’altro ha notato benissimo che la descrizione si adatterebbe alla perfezione a una colf di talento.

Persino la signora Parenti sembra rilassarsi un po’, mentre fa strada nella stanza da letto. La stanza è certamente meno in ordine del salone, con il letto rifatto alla meglio e in generale un’aria “vissuta”. A una parete è appeso un grande televisore a schermo piatto, estremamente incongruo con il resto dell’arredamento, in stile povero, con un ampio letto, un imponente armadio di buona fattura e poco altro, anche perché la parete di fondo è occupata da una portafinestra che affaccia sul versante del lago, nella direzione di una villa con la facciata ricoperta di edera, annota mentalmente Cammarota.

Poletti è invece più interessato all’interno della stanza, e comincia a osservare il letto, che ha accanto un appendiabiti stirapantaloni, sul quale probabilmente Freddi appoggiava i vestiti di lavoro quando si fermava alla villa. La signora Parenti, mentre conferma, scocca un’occhiata all’armadio, e il Commissario se ne accorge.

– Un bell’armadio, questo, vero Cammarota? Non credo fosse abbinato al letto, che mi sembra più recente, o sbaglio, signora?

– No, non sbaglia. L’armadio è qui praticamente da sempre, il letto lo abbiamo comprato Arturo e io dopo esserci sposati, prima c’era un letto a una piazza e mezzo.

– Capisco. La villa era della famiglia di suo marito, vero? Insomma, è un armadio piuttosto antico, solido… le spiace se gli do un’occhiata?

– Faccia pure, prego. In realtà è sempre stato qui, ma quando abbiamo installato la TV lo abbiamo spostato, prima era lì, vede?

– Quindi lo avete addossato all’angolo per fare spazio, chiaro… In effetti però mi sembra leggermente asimmetrico. Tu cosa dici, Cammarota?

– Che basta prendere le misure, Commissario. Ragusa, per favore, passami il metro. Eh, ha ragione lei, a sinistra il bordo è più spesso di… quattro centimetri circa. Curioso, vero?

– Già – replica Poletti fissando la padrona di casa, che però sembra sinceramente sorpresa. – Ragusa, per favore, me lo sposti un pochino dalla parete? Se alla signora non dispiace, naturalmente…

L’agente Ragusa non attende una conferma, e sposta il pesante armadio senza troppe cerimonie.

– Vede signora, a volte questi vecchi mobili riservano delle sorprese… – mormora il Commissario, allungando una mano verso il fondo dell’armadio – spesso erano, come dire, delle casseforti artigianali… e forse anche questa… Bastano pochi minuti per trovare lo scomparto segreto del mobile, e un momento dopo una busta imbottita formato A4 viene depositata nelle mani della sconcertata signora Parenti.

 

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